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Alcool e Violenza

 

Alcool e ViolenzaLalcool è una sostanza psicotropa, ossia capace di influire sulla mente, alterandola al pari di qualsiasi altra droga. Alterando la mente come le altre droghe, l’alcool altera anche tutti i meccanismi di controllo che la mente normalmente esercita sul corpo, sul pensiero razionale, sulle percezioni (oltre ai 5 sensi noti anche ad es.: la percezione del pericolo, dello spazio, del tempo e tante altre). Quindi sotto l’effetto dell’alcool risultano fortemente compromesse le capacità di controllo, da parte della persona, del proprio movimento e delle proprie reazioni fisiche.

Appare fin troppo evidente, quindi, che l’intossicazione acuta o cronica dall’alcool, può essere un fattore determinante nelle reazioni irrazionali, anche fisiche ed aggressive e molto violente, da parte di chi ne abusa.

 

Per violenza, poi, si deve intendere un comportamento che intenzionalmente infligge, o tenta di infliggere, un danno fisico. Ma la violenza rientra anche nella categoria più ampia dell’aggressività che include atteggiamenti di ostilità e minaccia non fisica.

 

Le ricerche effettuate da numerosi scienziati hanno dimostrato che, da una parte, di per se stessa l’intossicazione alcolica (ossia gli effetti dell’abuso di alcool) non provoca violenza, dall’altra parte essa altera alcune soglie di allarme e di controllo. Dal punto di vista sperimentale, le ricerche sui meccanismi attraverso i quali l’alcool genera o spinge alla violenza riguardano osservazioni su aggressioni non fisiche, mentre quelle che forniscono dati sul rapporto alcool-aggressività fisica sono le ricerche epidemiologiche e le statistiche giudiziarie.

Normalmente si individuano due aspetti nel rapporto fra alcool e comportamento:

  1. quello dell’aggressione violenta;

  2. quello dell’abuso alcolico da parte delle vittime dell’aggressione.

Vi sono statistiche attendibili che, almeno negli USA, indicano come:

  • l’86% dei casi di omicidio si realizzano sotto l’effetto dell’alcool;

  • il 37% delle aggressioni si compiono dopo aver assunto alcolici;

  • il 60% delle aggressioni sessuali (57% dei mariti e 27% delle mogli che hanno avuto episodi di violenza domestica) si svolgono dopo aver bevuto.

Fonti governative statunitensi riportano che molti autori di omicidi, rinchiusi nelle carceri di stato, hanno dichiarato che l’alcool aveva rappresentato un fattore determinante nella metà dei loro delitti. Inoltre il ruolo dall’alcool era superiore se le vittime appartenevano alla famiglia (54%), minore se invece le vittime erano conoscenti o estranei.

Gli stessi studi hanno osservato che la gravità del reato commesso è direttamente proporzionale al livello di alcolemia riscontrato nei responsabili di tali atti, sottoposti ad accertamenti ematici al momento dell’arresto.

  • Il 18% degli alcolisti muore per omicidio;

  • Il 17% per incidenti vari;

  • L’11% per suicidio;

  • E solo il 7% per cause naturali.

Le indagini sono andate a verificare anche le modalità del bere da parte delle vittime di crimini violenti. Ciò perché, se è vero che il consumo di alcool da parte di una vittima di violenza non rende meno grave l’atto aggressivo che essa subisce, è anche vero che il trovarsi in stato di ebbrezza va a ridurre lo stato di vigilanza di una persona, la sua capacità a reagire in situazioni di difficoltà e spesso a porsi in una situazione sociale di comportamento che la rendono più facilmente vulnerabile ed identificabile come vittima potenziale.

 

Alcool e ViolenzaA conferma di quanto sopra, le indagini condotte sui ricoverati in reparti di emergenza a seguito di lesioni di vario tipo subite, hanno evidenziato che 2 su 5 di essi erano sotto l’effetto di alcool al momento del reato. Quando poi si tratta di aggressione a scopo sessuale, il fatto che anche la donna abbia bevuto, e ciò la faccia ritenere recettiva, può spiegare il cosiddetto fenomeno dello stupro per appuntamento.

 

Viene riscontrato poi il meccanismo dell’intossicazione intenzionale: l’individuo programma un atto criminale dopo aver assunto alcool non tanto per farsi coraggio, quanto per ottenere una riduzione di pena.

 

Insomma, stili di vita violenti possono facilitare situazioni sociali e sub-culture che promuovono un’assunzione esagerata di bevande alcoliche: praticamente esiste un circolo chiuso per cui la violenza contribuisce all’abuso alcolico e quest’ultimo perpetua la violenza. Vi sono comportamenti come quello di ricercare il rischio od ambienti (gruppi di coetanei con abitudini deliquenziali, carenza di sorveglianza genitoriale) che incoraggiano e mantengono comportamenti devianti.

 

La violenza interpersonale in Europa causa circa 73 mila morti, e 20-40 ricoveri o visite ospedaliere per ogni morte. L’alcool è coinvolto fino al 40% dei casi.

Gli uomini predominano sia tra le vittime che tra i colpevoli, e hanno più probabilità di morire di morte violenta rispetto alle donne.

Il rischio di morte violenta nei Paesi a basso e medio reddito è 14 volte più alto che in quelli ad alto reddito.

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(Fonte: ALCOL E COMPORTAMENTO CRIMINALE ED ANTISOCIALE – Gruppo di Lavoro - PROF.SSA AMALIA SCOTTO di TELLA ASSOCIATO DI TOSSICOLOGIA FORENSE II° UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI)

(Fonte: Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute)

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